Agli albori del 2000 ci furono i “tango bond”, una bomba che esplose in mano a tantissimi colleghi e a tantissime (tutte?) banche. Di quel periodo mi ricordo le “riunioni operative” durante le quali veniva “suggerito” di comprare bond argentini (alto rendimento) ed il contestuale impiego delle cedole in pac azionari (meglio se assicurativi per le altissime commissioni). Sembrava la “panacea” a tutti i mali sull’onda del “uno stato non può fallire”.
Detto fatto. Argentina in default, milioni di euro dei risparmiatori volatilizzati in poche settimane e pac azionari da alimentare con cedole che non sarebbero mai state pagate.
Che c’entra l’Argentina con l’Enel e la Grecia? Direte voi.
Mi è tornato in mente questo fatto leggendo il “dotto” suggerimento letto nel sito Altroconsumo nell’articolo nel quale si analizzava l’emissione obbligazionaria di Enel.

Si legge:
“È lo stesso rating dello Stato greco i cui titoli di Stato a 6 anni rendono ancora oggi, nonostante le voci di “salvataggio” il 4,89%: ben più di quanto il bond Enel possa rendere nella migliore delle ipotesi. Chi non ha già titoli greci per il 20% del portafoglio, compri questi ultimi e lasci stare l’obbligazione Enel.”
Sicuramente sarà il suggerimento del secolo ma andare a “consigliare” i titoli greci al posto del bond Enel è da beeeeep!
Rimango allibito…. ma forse sono scemo io.
Con affetto, il vostro adorabile Promotore di Quartiere.




