Leggi anche...

EUTELIA: OPINIONI? Buonasera BLog's People! Vorrei avere le vostre opinioni sul grafico.... grafico che vi posto qua sotto. Non voglio espormi in giudizi che non mi competono. L'unica cosa che posso dire è che...

Readmore

MA SARANNO SCEMI? Buonasera BLog's People! Come sono stato sempre pronto a dubitare sulla situazione economica globale, che considero ancora molto sottovalutata (nel peggio), devo essere anche pronto ad individuare...

Readmore

Market View Salve a tutti, rientro dalla Francia dove ero per motivi di lavoro, giusto stasera per un articolo qui da casa e poi riparto per 3 giorni velocissimi di vacanza.  Il mercato ha sostanzialmente confermato...

Readmore

GENERAL MOTORS: QUALCHE NEWS Buonasera BLog's People! Sono passati molti mesi dal chapter11 della General Motors. Gli obbligazionisti, che hanno ancora in portafoglio i titoli, sono in attesa che la "newco", la Nuova GM, approdi...

Readmore

AD OGNI UNITA' VENDUTA CORRISPONDE UNA UNITA' COMPRATA Buonasera BLog's People! Il grafico che vedete sopra è il COT sul contratto "piccolo" dello Spoore. Metto questo grafico, sui "large traders", in modo da dare il "LA" alla discussione. Insieme...

Readmore

  • Prev
  • Next

FLASH: CE LO STANNO APPOGGIANDO…..

4

Category : Economia

manovrina

Buongiorno BLog’s People!
L’aria che tira, purtroppo, non è delle migliori. La Grecia, con i suoi 1000 problemi, ha messo a nudo una realtà europea che di unito non ha niente. La cosa veramente “unica” in Europa è l’Euro e non sta portando a tutti gli stessi vantaggi.
Abbiamo sempre detto che la situazione “Italia” è particolare, abbiamo sempre detto che gli Italiani nuotano meglio se sono in un mare di ……. difficoltà. Abbiamo visto come il “debito privato” in Italia sia virtuoso. Abbiamo visto tante cose che dovrebbero, in un certo modo, rassicurarci.
Ma….. Continue Reading
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

FED ANAGRAMMA DI DEF (ICIT)

Category : Economia

obama-bernanke

Buonasera BLog’s People!
Qualche settimana fa in un articolo della MarkeTime affrontai il problema del pesante indebitamento dello Stato americano.
Chi lesse quell’articolo, probabilmente, lo prese come un dato di fatto, come una cosa “normale”.
In fondo, oggi, essere indebitati è la cosa più ovvia che esista. Ci stanno educando a farlo. Oggi, qualunque cosa compri, prima di venderti il “prodotto” ti vendono i soldi, o almeno ci provano.
Oggi se non hai almeno un debito ratealizzato da mostrare non sei nessuno. Se la macchina la compri “cash” ti guardano storto, se prendi un bel finanziamento sei “normale”. Continue Reading

“PRIMA DI INVESTIRE…. PENSACI DUE VOLTE”

9

Category : Economia

GS TOWER, NYC

GS TOWER, NYC

Buonasera BLog’s People!
Ci sono cose che tutti sanno, che tutti danno per scontate ma che, quando si verificano, lasciano tutti la bocca aperta a disegnare un bel “Ohhhh” di stupore.
La “notizia” è che la SEC ha avviato una procedura contro il colosso Goldman per “frode” nei confronti dei risparmiatori. Che avrebbe fatto la Goldman? Continue Reading

WARNING: DECLASSATE USA E GB?

1

Category : Economia

moody-s-150x150

Buongiorno BLog’s People!
Vi posto un articolo molto interessante tratto da “Il Messaggero” a firma di Luca Cifoni.

Finora erano solo sussurri, congetture: ma ora la possibilità che gli Stati Uniti, come la Gran Bretagna, possano perdere il loro status di primi della classe – quanto ad affidabilità del debito sovrano – è confermata seppur indirettamente dalle parole degli analisti di Moody’s. E il solo fatto che questa eventualità non sia più considerata implausibile (o risulti un po’ meno implausibile di quanto lo sia per Francia e Germania) fornisce un’altro squarcio di un mondo un po’ diverso da quello che eravamo abituati a conoscere. Nel luglio scorso, la stessa Moody’s aveva espulso dal club dei Paesi Aaa l’Irlanda, ex stella del firmamento europeo, che con Usa e Gb condivide alcuni problemi strutturali (a partire dall’indebitamento privato, esploso dopo aver drogato la crescita). Naturalmente un conto è applicare il downgrade alla relativamente piccola Irlanda, un altro fare la stessa scelta per Washington o Londra. Però il messaggio è chiaro: nessuno può più considerarsi al di sopra di qualsiasi rischio. Per la Gran Bretagna in verità qualche scricchiolio già c’è stato: la sterlina è sotto pressione e Fitch, la terza tra le agenzie di rating, ha fatto notare come Londra, per mantenere il proprio status privilegiato, dovrà mettere in cantiere severi tagli annuali del deficit. Se si parla degli Usa poi, alle considerazioni puramente economiche e finanziarie si aggiungono necessariamente quelle di ordine geopolitico. Non è solo noblesse il fatto che abbiano la tripla A di Moody’s dal 1949, cioè da sempre.


La valutazione sulla capacità americana di rimborsare il proprio debito ha a che fare anche con il ruolo di valuta di riserva di cui tradizionalmente gode il dollaro. In questo senso, Washington oltre alle agenzie di rating deve tenere conto di un osservatore altrettanto occhiuto, la Cina. Pechino detiene quasi 800 miliardi di dollari in buoni del Tesoro Usa: un investimento saldamente nelle mani delle autorità, che lo usano per giocare la propria partita nel nuovo scenario mondiale per molti versi bipolare. Una riduzione del merito di credito degli Stati Uniti sarebbe per la Cina, come per altri, un’ottima scusa per disimpegnarsi almeno in parte dai titoli del debito americano, e tornare a lavorare con più forza per l’affermazione di una nuova valuta di riserva. Già nelle settimane scorse c’è stato qualche segnale: il governo cinese ha ceduto consistenti pacchetti di bond, e questa mossa ha coinciso con il picco di tensione tra i due colossi per una serie di dossier politici, dalla libertà di espressione ai diritti umani in Tibet all’ambiente.

di Luca Cifoni Il Messaggero

Argomento interessante che merita qualche riflessione più approfondita. Riflessione che faremo nelle prossime ore sul Blog MarkeTime.
Con affetto, il vostro adorabile Promotore di Quartiere.

GIORNATA NERA…. I MOTIVI?

16

Category : Economia

10000pa8

Buonasera BLog’s People!
Giornata decisamente “polare” per i mercati.
IBEX (Spagna) – 5,94%
PSI20 (Portogallo) -4,98%
FTSEMib -3,45%
Eurostoxx50 -3,45%
Cac40 (Francia) -2,75%
Dax -2,45%
Ftse100 -2,17%


Americani ben oltre ai 2 punti percentuali (in perdita).
Borse “nervosette”, insomma. Ma i motivi?
Leggendo qua e là si intuisce che i mercati si sono impauriti, essenzialmente, per due motivi:
- i conti pubblici di Spagna, Portogallo e Grecia (e da Atene il nostro “inviato” Blu100 potrebbe aggiornarci sulla situazione!)
- i dati sul “lavoro” americano che uscirano domani…. pare che non siano proprio ottimi.

Nel frattempo gli States hanno sfiorato quota 10.000 di Dow Jones. Magari i 10.000 non saranno un’area di grand einteresse grafico….ma sicuramente, a livello morale, bucarli sarebbe una bella botta.
Domani….. è un altro giorno. Vediamo come reagiscono gli asiatici questa notte e come reagiranno gli europei allo scrollone americano.
Vediamo….
Con affetto, il vostro adorabile Promotore di Quartiere.

DISOCCUPATO: UN BENE O UN MALE?

Category : Economia

DISOCCUPATO

Buongiorno BLog’s People!
Una delle domande più ricorrenti negli ultimi mesi è: perché economia e finanza non stanno viaggiando parallelamente?
In pratica, perché a fronte di un’economia messa piuttosto maluccio le borse continuano a salire?
Non è facile riuscire a dare una risposta esaustiva, chiara e…. sensata.
La domanda me la sono posta anche io e mi sono dato questa risposta…. con un esempio.


IL DISOCCUPATO

Il disoccupato, mi sono chiesto, come viene considerato “economicamente”?
Economicamente è un “dato” negativo perché il disoccupato “non produce”, “non guadagna” e, ovviamente, “non consuma”. Di conseguenza un aumento del tasso di disoccupazione è un fatto classificabile come “negativo”. A livello macro.
Se invece andiamo a vederlo in termini finanziari o, meglio ancora, a livello “aziendale” potremmo scoprire che non è così negativo.
Il costo del lavoro è un elemento che si inserisce fra le passività del bilancio aziendale (costo) e, a fine esercizio, incide nell’utile dell’azienda. Se c’è un taglio dei costi del lavoro (maggior disoccupazione) il primo effetto, per il titolare d’impresa, sarà quello di avere un utile maggiore. Quindi dividendi più alti e maggior redditività per gli azionisti. Un’azienda con una maggior redditività potrebbe diventare un titolo “buy” sul mercato e, quindi, apprezzarsi.
In sintesi: peggioramento dei dati macro (maggior disoccupazione) ma, nell’immediato, un miglioramento del bilancio aziendale (minor costi).

Ovviamente nel lungo periodo un aumento della disoccupazione si traduce in un calo, fisiologico, delle vendite (minor consumi) e, quindi, diventa un’arma a doppio taglio.

Un altro esempio, sempre riguardante la disoccupazione, potrebbe essere quello della società che sposta la produzione all’estero dove la manod’opera costa meno. Si crea disoccupazione in “loco” ma si migliorano i bilanci aziendali (minor costi). In questo caso potrebbe crearsi la situazione (paradossale) di azienda florida sita in un territorio con enormi problematiche economiche.
Traducendo: dati macro pessimi e borsa in rialzo.
Con affetto il vostro adorabile Promotore di Quartiere.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

OBAMA HA SBAGLIATO IL TIMING

7

Category : Economia

obama_close-7e386

Buonasera BLog’s People!
Mister Obama potrebbe diventare il vero “Uomo Nero” delle Banche. La sua decisione di mettere la “supertassa” alle banche è stata elogiata da tutte le istituzioni e, forse, verrà presa come esempio anche nel Vecchio Continente. Ovvio che le banche (americane) non abbiano gradito, mi avrebbe sorpreso il contrario, in fondo viviamo in un mondo (e tutto il mondo è paese) dove finché prendi va tutto bene quando devi dare….allora si parla di complotto, di ingiustizia.


Ma la “sommossa” degli istituti creditizi (ma si chiamano ancora così?) è partita quasi silenziosa, infatti hanno mandato avanti il loro (fido) “scudiero” Marc Faber che dai microfoni della CNBC ha “inveito” contro Mister Obama.
Ecco alcuni “punti salienti”.
Secondo Faber la sua decisione non risolve la situazione, ma anzi avrà conseguenze indesiderate, e poi attacca direttamente il leader statunitense: “Avevo un giudizio negativo sul predecessore Bush ma, se confrontato a Obama, sembra un genio”, afferma.
Penso che tutti siano d’accordo su un punto: in un sistema economico, il mercato può cavarsela da solo”, afferma, “Il governo non dovrebbe regolare le banche!”, ha dichiarato Faber, “sarebbe un disastro!”.

Se ci riflettere un attimo vi renderete conto delle assurdità di questo signore. Il Governo non dovrebbe regolare le banche? Il Governo, allora, non avrebbe neanche dovuto usare i soldi dei contribuenti per salvarle dalla bancarotta. Però, a quanto mi risulta, nessuna banca si è tirata indietro davanti ai miliardi di dollari “elargiti” dal Governo.
Soldi che sono serviti non per “risollevare” l’economia (che non si è risollevata) ma per salvare il “culo” a chi è, e resta, il principale responsabile di questa crisi: il sistema bancario.
L’origine della crisi non è forse la mancanza di “regole” sul mondo bancario?
Si sostiene che questo attacco diretto, e senza peli sulla lingua, sia il segno che la direzione intrapresa da Mister Obama sia quella giusta….. ma la domanda è un’altra, secondo me: ma se le banche, le “mani forti”, i “big boys” o chi volete voi (basta che abbia la forza di controllare il mercato) decidono di far prendere un bello spavento a Mister Obama mettendo in scena un bel crollo dei mercati (un Sp500 velocemente sotto i 1000 potrebbe essere abbastanza) pensate che potranno reggere le scelte di Obama?
Le banche dovevano essere regolate (e con loro i mercati!) quando erano deboli e avevano bisogno….. che senso ha farlo ora che sono potenti come prima e, forse, anche di più?
Ho idea che, a breve, assisteremo ad un altro fallimento nelle strategie politiche di Obama.
Con affetto, il vostro adorabile Promotore di Quartiere.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

LE POSTE ITALIANE E I CONTI DORMIENTI

6

Category : Economia

647507642

Buongiorno BLog’s People!
Come ormai sapete, io sono un po’ (molto) contrario alla “evoluzione” (?) delle Poste Italiane che sono passate dalla distribuzione della posta alla distribuzione dei prodotti finanziari (e assicurativi).
Mi è arrivata una segnalazione da un lettore che mi dice essergli tornato impagato un assegno delle Poste pur essendo abbondantemente coperto (con fondi molto più che sufficienti nel conto corrente delle Poste). Mi chiedeva quali potevano essere i motivi…..
Motivi? Motivi non ci sono, anche perché le Poste gli hanno comunicato (verbalmente) che provvederanno al pagamento in “seconda presentazione”.


A voler pensar male si potrebbe ipotizzare che, essendo a fine anno (tempo di budgets e coutillons) l’assegno (regolare e coperto) è stato “rifiutato” per non fare uscire liquidità….. ma sarebbe così grave (e assurdo) come comportamento che non lo voglio neanche prendere in considerazione.
Ma le Poste Italiane potrebbero trovarsi davanti a ben altre “difficoltà” in quanto sembra che le Associazioni dei Consumatori abbiano deciso di intraprendere una “class action” contro l’Istituto. Il motivo?
Eccolo spiegato in questo articoletto:

Il Ministero dell’Economia ha acquisito alcune decine di milioni di euro sui conti e sulle polizze dormienti. La prescrizione prevista per legge è di due anni per la polizze e 10 per i conti dormienti.
Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori stanno promuovendo una causa contro Poste Vita perché la società, come specificato da contratto, ha rinunciato al diritto di prescrizione ed è tenuta a corrispondere il capitale in caso di morte purché la richiesta sia inoltrata entro il termine di 10 anni.
Nei confronti di Poste Vita e Ina esistono quindi i presupposti perché le famiglie possano recuperare gli importi delle polizze dormienti trasferiti al Ministero dell’Economia.
Inizialmente Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori si erano rivolte al ministro Giulio Tremonti, ma la loro istanza non ha prodotto alcun risultato. In seguito le associazioni si sono appellate al sottosegretario Saglia affinché presentasse un emendamento relativo alle polizze dormienti sottoscritte da titolari defunti da inserire nel Milleproroghe, ma anche questa azione non ha prodotto risultati.
In ultima istanza ora le associazioni lanciano un appello a tutte le famiglie italiane affinchè aderiscano all’iniziativa promuovendo una causa collettiva contro le compagnie, per recuperare importi che oscillano dai 5 ai 15mila euro.
(fonte BlueTG)

Per avere l’elenco dei “depositi dormienti” il Ministero dell’Economia e della Finanza ha messo ha disposizione il “modulo di ricerca” che trovate in questa pagina.
Ma cosa sono i “depositi dormienti”?
Il D.P.R. n. 116/07 ha specificato i criteri per individuare, nell’ambito del sistema finanziario, i conti definibili come dormienti. Rientrano in tale categoria i rapporti contrattuali (depositi di somme di denaro; depositi di strumenti finanziari) in relazione ai quali non sia stata effettuata alcuna operazione o movimentazione ad iniziativa del titolare del rapporto o di terzi da questo delegati per il periodo di tempo di 10 anni decorrenti dalla data di loro libera disponibilità.

Con affetto, il vostro adorabile Promotore di Quartiere.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

NAZIONALIZZATA HYPO GROUP ALPE ADRIA (HGAA)

1

Category : Economia

crisi-economica

Buonasera BLo’s People!
Hypo Group Alpe Adria…. chi è questa sconosciuta?
E’ una banca austriaca presente in 9 diversi Paesi della Regione Alpino Adriatica: Austria, Italia, Germania, Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro e Liechtenstein. L’ istituto, al novembre 2006, opera in 6 regioni italiane con 19 succursali. In Italia conta circa 40000 clienti e 660 dipendenti. La sede italiana del gruppo si trova a Feletto Umberto, nel circondario udinese.
Un po’ di storia (da Wikipedia):
Hypo Group Alpe Adria nasce il 17 febbraio 1894 a Klagenfurt, in Carinzia, col nome di Kärntner Landes-Hypothekenanstalt.
Negli anni ’60 avviene un rapido sviluppo della banca carinziana che consente, a partire dagli anni ’70, l’espansione, oltre i confini regionali, in tutta l’Austria.
Nel 1980 l’istituto cambia nome in “Hypo – Bank”.
Nel 1989 varca per la prima volta i confini nazionali, penetra in Italia con la Hyposervice S.p.A, società di leasing e nel 1998 otterrà la concessione di banca e verra nominata Hypo Alpe-Adria-Bank SpA.
Nel 1991 l’istituto diventa una Società di Capitali, e nel 1992 entra, accanto al Land Carinzia, con una quota di minoranza la società di assicurazioni austriaca Grazer Wechselseitige Versicherung AG.
Nel 1994 Hypo Alpe-Adria-Bank fa il suo ingresso sul primo mercato dell’ ex–Jugoslavia, la Slovenia.
Nel 1995 è la volta della Croazia.
Tra il 2001 e il 2003 è la volta di Bosnia – Erzegovina, Serbia – Montenegro, Liechtenstein, e Germania.
Nel dicembre 2009 lo Stato Austriaco decide di nazionalizzare l’istituto di credito a causa delle forti perdite conseguite.

Vi riporto, sempre riguardante la nazionalizzazione di HGAA, un breve commento tratto dal sito www.ritholtz.com:

“Il governo austriaco ha nazionalizzato il fallimento della banca Hypo Group Alpe Adria (HGAA). L’istituto finanziario, che ha 40 miliardi di euro in attività, è sesta banca più grande del paese. Ma, in termini relativi, si tratta di un fallimento di grandi dimensioni – con il PIL a parità di potere d’acquisto, l’HGAA americana avrebbe patrimonio di $ 2,5 trilioni di dollari, più grande di una qualsiasi delle banche americane. Quindi, questo è un affare molto grande e si parla per la dimensione di esposizione internazionale di banche austriache ‘, i rischi rinnovata nel settore bancario e la possibilità di contagio”.

A completamento leggete sul blog MarkeTime 2010: L’anno della verità.
Con affetto, il vostro adorabile Promotore di Quartiere.

A CACCIA DI CERTEZZE

8

Category : Economia

flyaway

Buongiorno BLog’s People!
Si avvicina Natale e le feste.
Un Natale un po’ particolare. Sono mesi, ormai, che siamo qua a parlare di “crisi”, del fatto che non ci sono soldi, che è aumentata la disoccupazione…. eppure…. eppure siamo tutti a correre dietro ai “regali”, ai “pensierini” come se fosse un modo per esorcizzarla, la crisi. Continue Reading

BORSE EUROPEE CONTRASTATE

7

Category : Economia

image

Buonasera BLog’s People!
Chiusura giornaliera molto “contrastata” per le borse europee.
Molteplici le motivazioni.
Tanto per iniziare c’è stato l’incattivimento della situazione “Dubai” dove, oltre alla ormai nota Dubai World, comincia a tremare un’altra compagnia finanziaria dell’emirato: Emaar. Anche in questo caso pesano rumors di possibili difficoltà nel rimborso dei debiti contratti in anni di crescita economica e le incerte prospettive di molti investimenti immobiliari.
Oggi, invece, hanno pesato sui listini le “preoccupazioni” sulla situazione spagnola e greca.


LA SPAGNA

Standard&Poor’s ha rivisto l’outlook sulla Spagna da “stabile” a “negativo” sulla base del deteriorarsi della situazione delle finanze pubbliche e del prolungarsi del periodo di debolezza economica. S&P, pur modificando l’outlook, ha mantenuto il “rating” sul debito a AA+. La variazione dell’outlook deriva dal fatto che per il 2010 il governo di Madrid si attende un deficit dei conti pubblici pari all’8.1% del Pil, quando il trattato di Maastricht impone un deficit/Pil del 3%.
L’Ibex ha “accusato” lasciando sul campo oltre il 2%.

LA GRECIA

Sempre S&P ha messo sotto osservazione il rating sul debito a lungo termine della Grecia.
«I piani di consolidamento fiscale presentati dal nuovo governo – ha detto l’analista Marko Mrsnik – non sembrano in grado di garantire una decisa riduzione dei deficit fiscali e del debito pubblico». Il governo greco ha alzato di recente le stime per il deficit 2009 al 12.7% del pil, oltre sei punti percentuali in più rispetto alle proiezioni precedenti.

Come possiamo osservare cominciano a “scricchiolare”, sotto il peso dell’enorme deficit, le economie meno “solide”.
Se facciamo un ragionamento, generico, possiamo assolutamente concludere che quello che sta succedendo (o che succederà) era ampiamente prevedibile. In un paese dove aumenta la disoccupazione oltre la soglia “accettabile” (dati ufficiali sempre migliori di quelli reali, non scordiamolo!) è “normale” che ci siano delle ripercussioni. Ovvio che i “ricchi” rimarranno “ricchi” (ma loro le tasse trovano sempre il modo per eluderle), ma si crea una voragine con le altre classi sociali, quelle che notoriamente pagano le tasse. Se un paese si impoverisce “dal basso” domandatevi: chi fornirà soldi allo Stato per mantenersi?
“Tagliamo la spesa pubblica!”, questa potrebbe essere una risposta sensata ma non attuabile nel breve periodo……
Con affetto, il vostro adorabile Promotore di Quartiere.