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Con l’Euro dei Banchieri a fare i clochard!

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Category : Valute e Commodities

euroffSe nemmeno un taglio potente e già testato per ben 4 volte dove per giunta passa anche il 50% di retracement del range assoluto di vita dell’Euro…ebbene, se nemmeno questo baluardo tecnico argina questa caduta a picco beh…c’è ben poco da dire sul dove potrebbe arrivare. E’ più di un anno che paventavamo il ritorno dell’Euro quantomeno ad un 1,20 controlil dollaro, negli ultimi mesi ci eravamo semplicemente posti l’ipotesi di un possibile balzo in concomitanza con l’arrivo sulle canalizzazioni di lungo termine ma, precisai che quota 1,30 era lo spartiacque per tale idea, sotto essa…il diluvio. E adesso ci siamo, sta diluviando e sotto gli 1,20 arriva pure la grandine! Perchè sotto tale quota o ci si ferma ad 1,10 per tentare un rimbalzo del gatto morto oppure signori e signori si va dritti in area primordiale ovvero alla parità…e nessuno vieta di andarci sotto. Che cosa sta crollando? Un cambio valutario? Su cosa si sta speculando? Oppure è semplicemente l’epilogo di una fantasmagorica montagna di aria fritta? L’Euro dei Banchieri…. Continue Reading

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FED ANAGRAMMA DI DEF (ICIT)

Category : Economia

obama-bernanke

Buonasera BLog’s People!
Qualche settimana fa in un articolo della MarkeTime affrontai il problema del pesante indebitamento dello Stato americano.
Chi lesse quell’articolo, probabilmente, lo prese come un dato di fatto, come una cosa “normale”.
In fondo, oggi, essere indebitati è la cosa più ovvia che esista. Ci stanno educando a farlo. Oggi, qualunque cosa compri, prima di venderti il “prodotto” ti vendono i soldi, o almeno ci provano.
Oggi se non hai almeno un debito ratealizzato da mostrare non sei nessuno. Se la macchina la compri “cash” ti guardano storto, se prendi un bel finanziamento sei “normale”. Continue Reading

WARNING: DECLASSATE USA E GB?

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Category : Economia

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Buongiorno BLog’s People!
Vi posto un articolo molto interessante tratto da “Il Messaggero” a firma di Luca Cifoni.

Finora erano solo sussurri, congetture: ma ora la possibilità che gli Stati Uniti, come la Gran Bretagna, possano perdere il loro status di primi della classe – quanto ad affidabilità del debito sovrano – è confermata seppur indirettamente dalle parole degli analisti di Moody’s. E il solo fatto che questa eventualità non sia più considerata implausibile (o risulti un po’ meno implausibile di quanto lo sia per Francia e Germania) fornisce un’altro squarcio di un mondo un po’ diverso da quello che eravamo abituati a conoscere. Nel luglio scorso, la stessa Moody’s aveva espulso dal club dei Paesi Aaa l’Irlanda, ex stella del firmamento europeo, che con Usa e Gb condivide alcuni problemi strutturali (a partire dall’indebitamento privato, esploso dopo aver drogato la crescita). Naturalmente un conto è applicare il downgrade alla relativamente piccola Irlanda, un altro fare la stessa scelta per Washington o Londra. Però il messaggio è chiaro: nessuno può più considerarsi al di sopra di qualsiasi rischio. Per la Gran Bretagna in verità qualche scricchiolio già c’è stato: la sterlina è sotto pressione e Fitch, la terza tra le agenzie di rating, ha fatto notare come Londra, per mantenere il proprio status privilegiato, dovrà mettere in cantiere severi tagli annuali del deficit. Se si parla degli Usa poi, alle considerazioni puramente economiche e finanziarie si aggiungono necessariamente quelle di ordine geopolitico. Non è solo noblesse il fatto che abbiano la tripla A di Moody’s dal 1949, cioè da sempre.


La valutazione sulla capacità americana di rimborsare il proprio debito ha a che fare anche con il ruolo di valuta di riserva di cui tradizionalmente gode il dollaro. In questo senso, Washington oltre alle agenzie di rating deve tenere conto di un osservatore altrettanto occhiuto, la Cina. Pechino detiene quasi 800 miliardi di dollari in buoni del Tesoro Usa: un investimento saldamente nelle mani delle autorità, che lo usano per giocare la propria partita nel nuovo scenario mondiale per molti versi bipolare. Una riduzione del merito di credito degli Stati Uniti sarebbe per la Cina, come per altri, un’ottima scusa per disimpegnarsi almeno in parte dai titoli del debito americano, e tornare a lavorare con più forza per l’affermazione di una nuova valuta di riserva. Già nelle settimane scorse c’è stato qualche segnale: il governo cinese ha ceduto consistenti pacchetti di bond, e questa mossa ha coinciso con il picco di tensione tra i due colossi per una serie di dossier politici, dalla libertà di espressione ai diritti umani in Tibet all’ambiente.

di Luca Cifoni Il Messaggero

Argomento interessante che merita qualche riflessione più approfondita. Riflessione che faremo nelle prossime ore sul Blog MarkeTime.
Con affetto, il vostro adorabile Promotore di Quartiere.

UNO SGUARDO ALL’AMERICA

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Category : Economia

crisi-immobiliare

Buongiorno BLog’s People!
Come al solito non tutti sono convinti della bontà di questo rialzo dei mercati finanziari, o meglio non tutti pensano che questo rialzo sia condivisibile con un miglioramento dell’economia.
Nel report di febbraio del Congressional Oversight Panel, una commissione statunitense che controlla i fondi erogati col TARP, nei prossimi anni gli Usa rischiano di registrare un’ondata di fallimenti nel settore immobiliare che potrebbe nuovamente minacciare la stabilità del sistema finanziario a stelle e strisce, rischiando nel caso peggiore di causare il fallimento di centinaia di istituti di piccole e medie dimensioni, le community banks.


Tra il 2010 e il 2014, infatti, la maggior parte di 1,4 miliardi di dollari di prestiti concessi giungerà a scadenza e di questi circa la metà è tuttora “under water” (ossia il valore dell’immobile resta inferiore al debito contratto dal mutuatario). Le perdite per le banche potrebbero dunque risultare pari tra i 200 e i 300 miliardi di dollari, eventualità che rischia di rendere gli istituti ancora più prudenti nel concedere nuovi prestiti contribuendo a far ripiombare l’economia in recessione.
Se le community banks ritornano ad essere molto caute nell’erogazione dei finanziamenti alle “Small Business” significa anche ridurre la loro attività, quindi bloccare quel processo di creazione di nuovi posti di lavoro che proprio dallo small business sarebbe dovuto partire.

A latere rimane la convinzione che questa diminuzione della disoccupazione sia da imputare, principalmente, al ciclo di riapprovigionamento delle scorte, quindi ad un fattore assolutamente momentaneo.
Anche il contemporaneo apprezzamento del dollaro sull’euro, dovuto più ad una situazione di contingenza nell’area europea che ad una reale “nuova forza” della moneta americana, non dovrebbe facilitare la ripresa (stabile) dell’economia USA.
Con affetto, il vostro adorabile Promotore di QUartiere.

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REPORT FINANZIARIO MUNDI: VIEW 2010

Category : Analisi Tecnica

mondo1

Buongiorno e buon anno BLog’s People!
E’ disponibile la MarkeTime MUNDI 2010.

COSA E’ LA MT MUNDI 2010?

E’ il nostro report finanziario annuale con le attese (secondo le nostre analisi grafiche ed economiche) per l’anno appena iniziato.
I mercati trattati sono i finanziari “classici”, alcune valute e le commodities.
Nella seconda parte spazio all’economia “spicciola” partendo da quello che abbiamo vissuto nel 2009 per arrivare a quello che potremmo vivere nel 2010.
Infine un’idea per il 2010, cercando di spiegarne anche i “perché”.
Il prezzo della MUNDI è di 30 euro pagabili sia con Paypal che con bonifico.

CLICCA QUI PER ACQUISTARE LA MUNDI 2010!


In anteprima, qui sotto, la home Page del report.

homemundi

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QUELLI CHE…. ASPETTANO LA MUNDI!

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Category : Analisi Tecnica

HEADERMUNDI


Ebbene sì, la Mundi è pronta.
Abbiamo cercato di fare un lavoro più completo possibile. Speriamo di esserci riusciti.
La Mundi è divisa in due parti. La prima parte (e ovviamente più importante) è dedicata all’analisi sui principali mercati mondiali.
Quali sono?
FtseMib, Dow Jones, Nikkei, Shanghai Composite, Sensex (India), Bovespa (Brasile).
Grano, gold, rame e petrolio.
Euro/Usd, Australian dollar e Euro Bobl.
13 mercati in tutto, spaziando dai finanziari, alle commodities per arrivare alle valute.
Nella seconda parte libero sfogo all’economia…. spicciola.
Partendo dal 2009 cosa aspettarsi nel 2010 e, infine, cosa fare nel 2010.

30 pagine che vi terranno compagnia per i prossimi 365 giorni.
Per ora godevi le anticipazioni…. quanto prima saprete tutto il resto!

EuroFx: view generale.

Category : Valute e Commodities

Euro

EuroFx prosegue in un trend molto caotico seppur rialzista, sul future quota 1,4624 risulta la più accreditata quale sentinella da ascoltare. L’idea sui movimenti nei time frame più bassi è di una congestione, al rialzo la zona 1,5 – 1,6 resta quale area resistiva molto forte.