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QUELLO CHE C’E’ IN MEZZO….

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Category : Economia

margherite 1

Buonasera BLog’s People!
Scusate la “lontananza” dal Blog in questo periodo, ma è un periodo di “fuoco” e non tutti possono aspettare!
Il titolo non vuole essere un richiamo al filone “pecoreccio” del cinema italiano, altrimenti l’allusione sarebbe stata troppo ovvia, ma l’inizio di un ragionamento finanziario-economico. Continue Reading
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UN ALTRO GIORNO E’ ANDATO

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Category : Economia

PECORONI

Buonasera BLog’s People!
Poco dopo pranzo mi collego per dare uno sguardo ai listini e….. cosa mi ritrovo? Un crollo verticale.
Cavolo! Qualcosa deve essere successo, in genere questi “strapiombi” nei grafici “intra” sono generati da “news” poco simpatiche.
Scorro un po’ di notizie e trovo chi è il colpevole del crollo.
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UNO SGUARDO ALL’AMERICA

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Category : Economia

crisi-immobiliare

Buongiorno BLog’s People!
Come al solito non tutti sono convinti della bontà di questo rialzo dei mercati finanziari, o meglio non tutti pensano che questo rialzo sia condivisibile con un miglioramento dell’economia.
Nel report di febbraio del Congressional Oversight Panel, una commissione statunitense che controlla i fondi erogati col TARP, nei prossimi anni gli Usa rischiano di registrare un’ondata di fallimenti nel settore immobiliare che potrebbe nuovamente minacciare la stabilità del sistema finanziario a stelle e strisce, rischiando nel caso peggiore di causare il fallimento di centinaia di istituti di piccole e medie dimensioni, le community banks.


Tra il 2010 e il 2014, infatti, la maggior parte di 1,4 miliardi di dollari di prestiti concessi giungerà a scadenza e di questi circa la metà è tuttora “under water” (ossia il valore dell’immobile resta inferiore al debito contratto dal mutuatario). Le perdite per le banche potrebbero dunque risultare pari tra i 200 e i 300 miliardi di dollari, eventualità che rischia di rendere gli istituti ancora più prudenti nel concedere nuovi prestiti contribuendo a far ripiombare l’economia in recessione.
Se le community banks ritornano ad essere molto caute nell’erogazione dei finanziamenti alle “Small Business” significa anche ridurre la loro attività, quindi bloccare quel processo di creazione di nuovi posti di lavoro che proprio dallo small business sarebbe dovuto partire.

A latere rimane la convinzione che questa diminuzione della disoccupazione sia da imputare, principalmente, al ciclo di riapprovigionamento delle scorte, quindi ad un fattore assolutamente momentaneo.
Anche il contemporaneo apprezzamento del dollaro sull’euro, dovuto più ad una situazione di contingenza nell’area europea che ad una reale “nuova forza” della moneta americana, non dovrebbe facilitare la ripresa (stabile) dell’economia USA.
Con affetto, il vostro adorabile Promotore di QUartiere.

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GIORNATA NERA…. I MOTIVI?

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Category : Economia

10000pa8

Buonasera BLog’s People!
Giornata decisamente “polare” per i mercati.
IBEX (Spagna) – 5,94%
PSI20 (Portogallo) -4,98%
FTSEMib -3,45%
Eurostoxx50 -3,45%
Cac40 (Francia) -2,75%
Dax -2,45%
Ftse100 -2,17%


Americani ben oltre ai 2 punti percentuali (in perdita).
Borse “nervosette”, insomma. Ma i motivi?
Leggendo qua e là si intuisce che i mercati si sono impauriti, essenzialmente, per due motivi:
- i conti pubblici di Spagna, Portogallo e Grecia (e da Atene il nostro “inviato” Blu100 potrebbe aggiornarci sulla situazione!)
- i dati sul “lavoro” americano che uscirano domani…. pare che non siano proprio ottimi.

Nel frattempo gli States hanno sfiorato quota 10.000 di Dow Jones. Magari i 10.000 non saranno un’area di grand einteresse grafico….ma sicuramente, a livello morale, bucarli sarebbe una bella botta.
Domani….. è un altro giorno. Vediamo come reagiscono gli asiatici questa notte e come reagiranno gli europei allo scrollone americano.
Vediamo….
Con affetto, il vostro adorabile Promotore di Quartiere.

DISOCCUPATO: UN BENE O UN MALE?

Category : Economia

DISOCCUPATO

Buongiorno BLog’s People!
Una delle domande più ricorrenti negli ultimi mesi è: perché economia e finanza non stanno viaggiando parallelamente?
In pratica, perché a fronte di un’economia messa piuttosto maluccio le borse continuano a salire?
Non è facile riuscire a dare una risposta esaustiva, chiara e…. sensata.
La domanda me la sono posta anche io e mi sono dato questa risposta…. con un esempio.


IL DISOCCUPATO

Il disoccupato, mi sono chiesto, come viene considerato “economicamente”?
Economicamente è un “dato” negativo perché il disoccupato “non produce”, “non guadagna” e, ovviamente, “non consuma”. Di conseguenza un aumento del tasso di disoccupazione è un fatto classificabile come “negativo”. A livello macro.
Se invece andiamo a vederlo in termini finanziari o, meglio ancora, a livello “aziendale” potremmo scoprire che non è così negativo.
Il costo del lavoro è un elemento che si inserisce fra le passività del bilancio aziendale (costo) e, a fine esercizio, incide nell’utile dell’azienda. Se c’è un taglio dei costi del lavoro (maggior disoccupazione) il primo effetto, per il titolare d’impresa, sarà quello di avere un utile maggiore. Quindi dividendi più alti e maggior redditività per gli azionisti. Un’azienda con una maggior redditività potrebbe diventare un titolo “buy” sul mercato e, quindi, apprezzarsi.
In sintesi: peggioramento dei dati macro (maggior disoccupazione) ma, nell’immediato, un miglioramento del bilancio aziendale (minor costi).

Ovviamente nel lungo periodo un aumento della disoccupazione si traduce in un calo, fisiologico, delle vendite (minor consumi) e, quindi, diventa un’arma a doppio taglio.

Un altro esempio, sempre riguardante la disoccupazione, potrebbe essere quello della società che sposta la produzione all’estero dove la manod’opera costa meno. Si crea disoccupazione in “loco” ma si migliorano i bilanci aziendali (minor costi). In questo caso potrebbe crearsi la situazione (paradossale) di azienda florida sita in un territorio con enormi problematiche economiche.
Traducendo: dati macro pessimi e borsa in rialzo.
Con affetto il vostro adorabile Promotore di Quartiere.

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IN UN MONDO CHE….

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Category : Economia

falso

Buonasera BLog’s People!
Avevamo in mente, già da qualche settimana, di cambiare la “skin” del Blog. Volevamo farlo in un tranquillo fine settimana…. invece, come al solito, niente va come dovrebbe andare.

Nel frattempo sto salutando (spero!) gli ultimi sintomi influenzali….. Sarà stata Influenza A? Nessuno lo potrà mai sapere, non ho fatto il tampone, non ho preso antibiotici e nemmeno mi sono vaccinato.
Cerchiamo, quindi, di riprendere la normale attività.


I “mercati” hanno deciso di farsi un bel regalo di Natale e stanno pompando al rialzo. Una mano, grossa, alla ripresa della corsa l’hanno data, sicuramente, i dati sul “lavoro” degli USA. Novembre sembra essere stato un mese molto positivo per le forze lavorative statunitensi.
Il tasso di disoccupazione è tornato al 10% (ad ottobre era il 10,2%), registrando un calo della disoccupazione in tutte le varie “categorie”.

disoccupazionenov
(fonte Bureau Of Labor Statistics)

Ma….
Secondo me stiamo, un po’ tutti, perdendo di vista, forse spinti dalla globalizzazione, quello che ci succede sotto casa.
Un esempio? FIAT.
Annuncia la “chiusura” di Termini Imerese (se la Fiat dice che lì non produrranno più macchine…che cosa significa? Che ci producono i cioccolatini?), quindi crea disoccupazione, e intanto prende gli incentivi statali…. dallo Stato italiano (cioè NOI). In pratica impoverisce due volte la Nazione. Però sembra che la scelta, dal lato aziendale, sia ottima con il titolo che “rivola” sopra i 10 euro.

Nel frattempo migliaia di imprese (medio piccole) stanno chiudendo i battenti, aziende non quotate e che quindi non incidono “sull’indice”. Ma incidono sul “sociale”. Ma il sociale non è quotato.
Le banche stanno cominciando a “restituire” i soldi che hanno avuto il prestito gratuito (e con i quali hanno fatto il loro sporco trading e generato utili)… la qual cosa dovrebbe portare a “minori” disponibilità per sostenere le aziende (come se finora avessero fatto a gara a chi finanziava di più).
Tempi bui?
Se tanto mi da tanto….. le entrate dello Stato dovrebbero assottigliarsi e il deficit crescere.
Abbiamo le mani legate, in campo di politica monetaria, perchè siamo schiavi di una moneta che non ci appartiene, ma sarà in questi momenti che verrà fuori la “fortuna” di essere nella Comunità Economica Europea. Piuttosto ci imbalsamano, ma non ci fanno certo morire.
Grazie al nostro super Euro, loro vanto nostra dannazione, potremo “variare” il nostro modo di consumare… di acquistare. Sceglieremo sempre più il negozio “on line” (magari con prezzi in dollari) per i nostri acquisti tecnologici ma ci ritroveremo a pagare molto salato il “pane”, che continueremo a comprare sotto casa. Quindi, attenzione perchè in un mondo che tutti vogliono in ripresa dovremo fare i conti con la vita di tutti i giorni e, a meno che non vogliamo renderci emigranti, quella vita la vivremo in Italia dove, economicamente parlando, da ridere c’è ben poco.
Con affetto, il vostro adorabile Promotore di Quartiere.