Come ormai sapete, io sono un po’ (molto) contrario alla “evoluzione” (?) delle Poste Italiane che sono passate dalla distribuzione della posta alla distribuzione dei prodotti finanziari (e assicurativi).
Mi è arrivata una segnalazione da un lettore che mi dice essergli tornato impagato un assegno delle Poste pur essendo abbondantemente coperto (con fondi molto più che sufficienti nel conto corrente delle Poste). Mi chiedeva quali potevano essere i motivi…..
Motivi? Motivi non ci sono, anche perché le Poste gli hanno comunicato (verbalmente) che provvederanno al pagamento in “seconda presentazione”.
A voler pensar male si potrebbe ipotizzare che, essendo a fine anno (tempo di budgets e coutillons) l’assegno (regolare e coperto) è stato “rifiutato” per non fare uscire liquidità….. ma sarebbe così grave (e assurdo) come comportamento che non lo voglio neanche prendere in considerazione.
Ma le Poste Italiane potrebbero trovarsi davanti a ben altre “difficoltà” in quanto sembra che le Associazioni dei Consumatori abbiano deciso di intraprendere una “class action” contro l’Istituto. Il motivo?
Eccolo spiegato in questo articoletto:
Il Ministero dell’Economia ha acquisito alcune decine di milioni di euro sui conti e sulle polizze dormienti. La prescrizione prevista per legge è di due anni per la polizze e 10 per i conti dormienti.
Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori stanno promuovendo una causa contro Poste Vita perché la società, come specificato da contratto, ha rinunciato al diritto di prescrizione ed è tenuta a corrispondere il capitale in caso di morte purché la richiesta sia inoltrata entro il termine di 10 anni.
Nei confronti di Poste Vita e Ina esistono quindi i presupposti perché le famiglie possano recuperare gli importi delle polizze dormienti trasferiti al Ministero dell’Economia.
Inizialmente Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori si erano rivolte al ministro Giulio Tremonti, ma la loro istanza non ha prodotto alcun risultato. In seguito le associazioni si sono appellate al sottosegretario Saglia affinché presentasse un emendamento relativo alle polizze dormienti sottoscritte da titolari defunti da inserire nel Milleproroghe, ma anche questa azione non ha prodotto risultati.
In ultima istanza ora le associazioni lanciano un appello a tutte le famiglie italiane affinchè aderiscano all’iniziativa promuovendo una causa collettiva contro le compagnie, per recuperare importi che oscillano dai 5 ai 15mila euro. (fonte BlueTG)
Per avere l’elenco dei “depositi dormienti” il Ministero dell’Economia e della Finanza ha messo ha disposizione il “modulo di ricerca” che trovate in questa pagina.
Ma cosa sono i “depositi dormienti”?
Il D.P.R. n. 116/07 ha specificato i criteri per individuare, nell’ambito del sistema finanziario, i conti definibili come dormienti. Rientrano in tale categoria i rapporti contrattuali (depositi di somme di denaro; depositi di strumenti finanziari) in relazione ai quali non sia stata effettuata alcuna operazione o movimentazione ad iniziativa del titolare del rapporto o di terzi da questo delegati per il periodo di tempo di 10 anni decorrenti dalla data di loro libera disponibilità.
Con affetto, il vostro adorabile Promotore di Quartiere.
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