Sembrava una cosa seria…. Sembrava che l’Europa si fosse stretta attorno alla “povera” Grecia per risollevarla dalla lenta agonia che sembra averla attanagliata. Inizialmente ci avevano creduto tutti, americani compresi. Poi sono uscite le prime voci che, in maniera tecnica, dicevano: “E’ ‘na stronzata”.
E allora hanno cominciato a crederci meno. Tutti.
Si leggeva ieri:
“Accordo tra Francia e Germania per salvare la Grecia. Il presidente francese Nicholas Sarkozy e la cancelleria tedesca Angela Merkel stanno spingendo gli altri paesi ad evitare che il crollo finanziario della Grecia possa avere delle ripercussioni su altre economie dell’Europa.
E nel vertice che si terrà quest’oggi a Bruxelles tra i 27 leader è attesa la decisione politica per definire in tempi brevi un pacchetto di aiuti per Atene. Sarkozy e Merkel i due sostenitori dei prestiti bilaterali hanno ricevuto rassicurazioni dal premier greco George Papandreou sull’attuazione del risanamento del bilancio dello Stato da sviluppare fino al 2012 sotto il controllo di Bruxelles. In questo modo l’asse franco-tedesco intende superare le ultime riserve sugli aiuti ad Atene avanzate da alcuni Stati esterni alla zona euro, come la Gran Bretagna e la Svezia, che preferirebbero il ricorso ai finanziamenti del Fondo monetario internazionale di Washington.
La definizione del piano dovrebbe essere delegata ai ministri finanziari dell’Eurogruppo (composto dai 16 Paesi della zona euro) e dell’Ecofin (con tutti i 27 membri), che hanno in programma riunioni lunedì e martedì prossimi, dove sono sempre invitati la Commissione europea o il governatore della Banca centrale europea (Bce), il francese Jean-Claude Trichet”.
Si può leggere oggi….
“No ad un salvataggio immediato, no al piano franco-tedesco e nemmeno a quello europeo. Il summit che si è tenuto ieri a Bruxelles si è concluso con una semplice dichiarazione d’intenti dei leader Europei a sostegno della Grecia. E a sostenere il partito del “no”, secondo il The Guardian di questa mattina, sarebbe stato in particolare il cancelliere tedesco Angela Merkel: “La Germania ha tirato a secco il freno dell’assistenza finanziaria”, scrive il giornale citando un importante funzionario Ue, “sul terreno e su quello di principio”.
Nel testo letto dal presidente del consiglio europeo Herman Van Rompui, e che secondo il Sole 24ore sarebbe stato redatto, oltre che dalla Merkel, dal presidente francese Nicolas Sarkozy, l’Ue in sostanza si impegna ad agire “quando necessario”: “Tutti i membri della zona euro – recita il documento – devono attuale politiche nazionali sane e conformi alle regole concordate. Essi hanno una responsabilità condivisa per la stabilità economica e finanziaria della zona”. L’Unione dà “pieno sostegno agli sforzi del governo greco e al suo impegno di adottare tutte le misure necessarie, in modo rigoroso e determinato” per garantire l’attuazione del suo programma di stabilità e la riduzione del 4% del deficit nel 2010. La Commissione Ue, insieme alla ce ne sorveglierà “strettamente” l’attuazione e “proporrà le misure addizionali necessarie appoggiandosi sull’expertise tecnico dell’Fmi”.
Una prima valutazione verrà fatta il 16 marzo, prima della prossima emissione di bond greci. Gli Stati, infine, prenderanno “misure precise e coordinate, se necessario, per preservare la stabilità finanziaria della zona euro nel suo insieme”.
Chi ha fatto marcia indietro?
La sensazione, di fondo, è che, oggi come oggi, anche chi non è “PIIGS” (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna) stia mangiando le ghiande.
Con affetto, il vostro adorabile Promotore di Quartiere.





febbraio 14th, 2010 at 18:34
E QUINDI COMPRATE ETF LEAN HOGS E LIVE CATTLE, CRESCONO PIAN PIANO IO VADO IN ACCUMULO !!
aprile 22nd, 2010 at 19:40
[...] soprattutto, ha messo a nudo una debolezza “cronica” di vari stati europei, i famosi PIIGS, una debolezza che si portano dietro, da sempre, per la non virtuosa gestione del debito pubblico. [...]